percorso: home > Annate Sportive > STEFANO DALLA COSTA: "Avete un pubblico meraviglioso" !
STEFANO DALLA COSTA: "Avete un pubblico meraviglioso" !
10-03-2001 - INTERVISTE STORICHE
Stefano Dalla Costa nel primo anno tarantino (´85)
Fu uno degli innesti voluti fortemente da Tom Rosati nell´anno della ricostruzione del 1985/86 ed il tecnico marchigiano, che già lo aveva visto crescere nel Pescara, intuì che avrebbe fatto sicuramente strada. Il vecchio Tom non sbagliava sul conto di Stefano Dalla Costa, calabrese di origine e trapiantato nel capoluogo abruzzese da oltre vent´anni, di professione centrocampista con licenza di offendere.
Tre stagioni le sue in riva allo Jonio. La sua cessione nel 1988 alla Salernitana fece molto discutere, visto che il presidente Fasano decise di botto di privarsi dell´operato di un talento come lui.
Oggi a 36 anni, Stefano Dalla Costa è un fresco ex calciatore con propositi di panchina, è rimasto il solito personaggio schivo e poco amante dei riflettori. Lamenta la tanta ipocrisia che ammorba il calcio di oggi, con le enormi difficoltà per entrare nel pianeta degli allenatori.. Ma i tre anni tarantini ancora gli sono rimasti dentro, come la sua grande e fraterna amicizia con Daniele Goletti.
Tre anni con i rossoblù, cosa ricordi di quel periodo? Sono stati anni belli sotto tutti gli aspetti, il primo fu importantissimo perché ritornammo in B dopo una ricostruzione societaria e di squadra grazie all´ottimo lavoro di Mimmo Renna che sostituì il povero Rosati a pochi giorni dall´inizio del campionato. L´anno appresso con l´arrivo a novembre di Veneranda ebbi qualche problema fisico, colpa di una preparazione diversa fatta in estate. L´ultimo anno ebbi Pasinato, una persona schiva come me, ma solo all´apparenza, visto che poi si rivelò buono e gentile con tutti noi giocatori e ci salvammo tranquillamente.
Ad ingaggiarla fu il presidente Fasano, un personaggio un po´ atipico per il calcio dell´epoca. Sì, infatti l´ing. Fasano non era molto attaccato alla squadra ed al tifo, si occupò di più del lato imprenditoriale e manageriale della società e questo mi stupì molto, ma di certo era una persona ambiziosa e con voglia di far bene. Non ho avuto come del resto tutta la squadra un grande rapporto con lui e questo, devo essere sincero, mi è dispiaciuto molto.
Di Taranto città cosa le è rimasto dentro? Ho lasciato tanti amici e bei ricordi. Quando fui ceduto alla Salernitana ci rimasi malissimo, idem mia moglie che era molto legata all´ambiente. Poi oltre al mare meraviglioso ci sono tanti altri posti stupendi.
Cosa fa oggi Stefano Dalla Costa? Ho smesso l´attività agonistica a luglio nell´Alba Adriatica in Eccellenza abruzzese ed ora vorrei iscrivermi al corso di Coverciano per conseguire il patentino di seconda categoria, avendo già quello di terza per allenare nei dilettanti e coi giovani. Mi piacerebbe allenare in futuro, ma purtroppo oggi l´ambiente è carico di tensione; si lavora male e precariamente, per cui ho molti dubbi in proposito. Molti ex giocatori anche di serie A con un brillante curriculum alle spalle non riescono a farsi strada in panchina, vedi ad esempio Virdis e Selvaggi. Mi rendo conto che oggigiorno solo i raccomandati fanno strada a discapito di chi invece lotta per guadagnarsi un posto di lavoro in un mondo del calcio che vedo sempre più alla deriva.
Cosa augura al Taranto attuale? La nuova società è ambiziosa e ricca di propositi, per cui credo che sia la volta buona per una risalita in C1 e poi magari di nuovo in B. Conosco poi bene Ermanno Pieroni, persona serie e pragmatica, per cui sono convinto che entro quest´anno Taranto tornerà quella grande squadra che entusiasmava uno stadio ed una città intera, con il pubblico che saltava sui gradini dello Iacovone dimostrandosi il dodicesimo uomo in campo.