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DANIELE GOLETTI: "Tre anni da voi non si dimenticano .. !
26-01-2011 - INTERVISTE STORICHE
Daniele Goletti in una foto di non molti anni fa
Daniele, il primo in piedi da sinistra, Taranto 86/87
Per alcuni mesi ha ricoperto il ruolo di preparatore dei portieri del Grosseto in serie B con Luigi Apolloni allenatore, quindi con l´avvento di Francesco Moriero (vicinissimo alla panchina rossoblù a maggio scorso) le sue mansioni sono state molto ridimensionate anche se è ancora un tesserato dei toscani.
Cinquantadue anni, originario di Viterbo e da sempre residente nella cittadina laziale, Daniele Goletti sogna un giorno di tornare a Taranto.
Allora Daniele, oggi sei a Grosseto ma con mansioni diverse. Avevo iniziato come preparatore dei portieri, quindi con l´esonero di Apolloni e l´arrivo di Moriero che aveva un suo staff sono passato ad allenare quelli della Primavera, ma in pratica a Grosseto ci sto al massimo due volte a settimana. Hanno voluto cambiare tutto, il presidente Camilli è un sanguigno ed anche un umorale, andarci d´accordo per un allenatore è spesso difficile, anche se lo conosco e so che è un tipo particolare. Ho comunque qui a Viterbo una scuola di portieri e per anni ho lavorato nello staff di Carolina Morace nella nazionale femminile, mi voleva con sé ora che allena quella del Canada, ma gliel´hanno impedito, tant´è che ha solo la Bavagnoli come vice del suo staff. Non nascondo che vorrei lavorare con maggiore intensità, stare di più sul campo.
Due figli calciatori. Andrea ha quasi 28 anni e gioca nei dilettanti, ma ormai sta lasciando perché convive ed è alla ricerca di lavoro, dovrebbe in questi giorni sostenere dei colloqui. Stefano va per i 24 e milita nel Celano in Seconda Divisione e con lui c´è anche come terzino destro il figlio di Rambaudi, ma gioca poco e vorrebbe cambiare aria, magari poteva venire a Taranto adesso a gennaio, un nuovo Goletti da voi mi avrebbe fatto enorme piacere. Sta in porta come me, ha anche all´attivo una parentesi nella Primavera dell´Ascoli ed a vent´anni ha esordito sempre nell´ex C2 con il Val di Sangro, ha molte qualità, mi auguro che ci pensiate in futuro.
A Viterbo un lungo periodo come preparatore dei portieri e l´epoca d´oro di Gaucci. Abbiamo sfiorato la serie B una decina di anni fa, ho lavorato con Paolo Stringara e Giorgio Roselli oltretutto. Ma poi una volta uscito lui dal giro siamo tornati nell´anonimato ed ogni anno il calcio qui va avanti a fatica, non lavoro più con la Viterbese da un paio di stagioni perché quando manca chiarezza è inutile stare a rodersi il fegato. Vorrei tornare da voi, mi piacerebbe perché tre anni li ho vissuti e poi ne ho trascorsi sei in Puglia visto che feci due anni a Fasano ed uno a Trani.
Dei tuoi compagni di allora quasi tutti sono fuori dal giro. I tempi sono questi, si va avanti per fattori extracampo e non per meriti. Sento spesso Silvio Paolucci e Stefano Dalla Costa, vivono entrambi a Pescara ma sono senza panchina, ogni tanto incontro Totò Lopez che sta a Roma e qui vive anche la sorella di Federico Caputi che sta a Latina. Poi si sa che adesso molte società sono in difficoltà e quindi lavoro ce n´è sempre meno.
Avevi la fama di para rigori. Ne parai due l´anno della promozione in B, ricordo quello a Romiti nel derby col Barletta e quello la domenica dopo a Tomba del Brindisi sotto il diluvio. Ma anche i due di Piacenza a Madonna non potrò mai dimenticare, ci sapevo fare via. Però non dimentico che ebbi due gravi infortuni, quello di Genova mentre rinviavo la palla e mi ruppi il menisco, tant´è che rimasi quattro mesi fermo, quindi mi fratturai il polso a Bologna e poi mi feci male ai legamenti, fa parte della carriera di un calciatore.
Da Toneatto al compianto Attardi a Viterbo. Ho avuto tanti ottimi allenatori e mi sono trovato bene quasi con tutti, forse un po´ meno con Veneranda che ebbi anche a Cagliari oltre che da voi. Era un duro quest´ultimo, non era facile dialogarci, ma aveva carattere e ci fece salvare agli spareggi di Napoli, poi ebbi qualche incomprensione a Latina con Sibilia (grande amico di Federico Caputi) ma per il resto sono sempre andato d´accordo perché ho un carattere tranquillo e socievole.
Viterbese bestia nera dei rossoblù. Ricordo anche due vittorie del Taranto nella poule scudetto dilettanti! Poi in C2 ve le abbiamo suonate spesso, anche se non dimentico che quando tornai anni fa fui applauditissimo dal pubblico, vuol dire che mi vogliono ancora bene.
Ci rivediamo presto. Spero che pensiate a mio figlio Stefano per il futuro! Da un Goletti all´altro, no? Scherzo, comunque mi auguro che possiamo rivederci perché ho sempre bei ricordi della città e della tifoseria, anche se quando venni il primo anno con mia moglie Carla e mio figlio maggiore Andrea subii due furti alla villa a San Vito e non fu un periodo sereno. Ma ciò non toglie che dopo oltre vent´anni mi piacerebbe tornare con un ruolo tecnico, anche se c´è Giampaolo Spagnulo come allenatore dei portieri che è un valido ragazzo e che saluto affettuosamente, visto che poi prese il mio posto tra i pali e si guadagnò la fama di pararigori anche lui.