TARANTO, novembre, 2001 - Attendeva l´occasione, è arrivata. La domenica da copertina del ragazzo di Mugnano si affaccia su una squadra che ha trovato la via secondaria del gol.
La via secondaria del gol. Ovvero quando l´eroe scatta dalla panchina, inventandosi una domenica da copertina. Domani è un altro giorno, ma l´impresa di Antonio Di Nardo non va via col vento. Un gol, un abbraccio, un altro gol, tre punti, l´ovazione, il trionfo tutto personale prima, durante e dopo quello della squadra. Taranto-Giulianova è la sua partita, imperioso punto di partenza di una stagione per lui ancora agli albori.
Otto partite, dice lo score personale: tre dall´inizio e non finite, cinque a cronometro avanzato. Il tempo di farsi notare va ritagliato quando l´occasione si presenta. Ghiotta, quella di sostituire l´appiedato Triuzzi: ottima l´idea di riempire il tempo passato in campo disegnando una doppietta risolutrice. Giusto forte e piacevole. Da assaporare per giorni interi, fuggendo dalla tentazione di adagiarsi: "Mi sono goduto la doppietta passando un lunedì a Napoli, con gli amici, i miei genitori e la mia fidanzata Angela. Ma ora basta, c´è un´altra partita da giocare".
Si affaccia il calcio che non concede pause, che riserva emozioni di durata ridotta. Che ti sbatte la realtà del campo sul viso. Ma gli attimi di gloria possono non essere fuggenti. La domenica di Di Nardo serve a far capire l´utilità della "zanzara": "Mi sono sempre sentito utile, anche se ero utilizzato poco. Ho aspettato, con tranquillità."
Attesa riempita da consigli e carezze di un bomber per amico: "Riganò mi ha sempre spronato, mi ha riempito di consigli. Da lui c´è tanto da imparare: voglio rubargli il mestiere."
Di testa e di piede, di tecnica e di opportunismo. Repertorio completo, tutti in una volta. Di Nardo ha fretta: "Sono giovane,vivo per giocare".
Mugnano gli ha dato i natali, Calvizzano è il suo piccolo regno, Taranto il trampolino di lancio dei sogni. In attesa di un aeroporto almeno lui, da Taranto, spera di volare: "Taranto è una vetrina prestigiosa per me. Il sogno? Qualsiasi giocatore vorrebbe arrivare in nazionale. Io mi accontento, per ora, di salire una categoria all´anno. Voglio provarle tutte, non voglio avere rimpianti."
Spazio in bacheca per la giornata da goleador: Avanti alle emozioni un´ovazione da ricordare: "Vedere tutta quella gente in piedi per applaudirmi, sentire cori tutti per me cantati da un pubblico del genere è un´emozione indescrivibile. Credo che una giornata come quella di domenica non la dimenticherò facilmente."
Il tempo, comunque non scade. La doppietta resta: "Sicuramente qualcosa è cambiato. Spero di aver guadagnato la fiducia di Simonelli. Finora aveva potuto vedermi solo ad Avellino" ...
Ora il suo "professore" è in difficoltà: Turbato da una "zanzara" che non punge, ma che rende difficili le scelte: "Ogni gocatore vuol mettere in difficoltà il proprio allenatore. Rientra Triuzzi? Fino a domenica mattina non sapremo niente, come al solito, sulla formazione, ma mi rimetto al tecnico. Io ho dimostrato di essere pronto".
Era la cosa più importante. Prerogativa da sfruttare: Di Nardo sa mettere in gol in fila: "L´anno scorso, dopo il primo, ho segnato per quattro partite di fila, l´anno prima pure. Sono fatto così, spero di non fermarmi neanche ora."
Servirà giocare, ma di domani non v´è certezza. Nell´epoca del tramonto del posto fisso, il calcio non fa eccezione. Neanche se fai l´eroe part-time. Di Narso spera, Simonelli allena, valuta, laegge, prova. Di Nardo, intanto, aspetta. Ha sempre una doppietta nella manica.
COSA DIRA´ LA STORIA (di Marcello Dubla) - Purtroppo invece alla "zanzara" non gli furono offerte molte altre possibilità ed a gennaio fu ceduto al Benevento da dove a suon di gol spiccò il volo verso un´onorevolissima carriera che lo vede ancor oggi protagonista in Serie B. La storia non si puà cambiare ed indietro non si torna, però se avessimo ancora avuto quel Di Nardo così spumeggiante nella finale play off ... chissà !
Fonte: FULVIO PAGLIALUNGA, Corriere Rossoblù, novembre ´01