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FEDERICO CAPUTI: "Tarand´ nuestr´ è sempre nel mio cuore!"
04-01-2011 - INTERVISTE STORICHE
Federico Caputi con la mitica maglia ´Umbro´
Il pallone lo mastica 24 ore al giorno e da qualche anno ricopre il ruolo di responsabile dei giovani nella sua Latina nella nuova società pontina che punta al salto diretto in Prima Divisione.
Ma sette anni in rossoblù, di cui cinque di fila dal 1975 al 1980, sono sempre ben ricordati nella sua mente ed a 60 anni Federico Caputi lo rimarca ancora con affetto.
Caputi, senza calcio lei non vive. Proprio così, sto sempre in giro e mi occupo del settore giovanile del Latina.Ma ho allenato per anni nei dilettanti qui dalle mie parti ed ho anche ricoperto ruoli dirigenziali, non so stare senza campo, vorrei anche giocare se fosse possibile. Il Taranto lo seguo sempre come tutte le mie ex squadre, mi informo dettagliatamente su tutto.
Sette anni del resto non sono stati pochi. Tarand´ nuestr´ è sempre nel mio cuore! Mi auguro che tra un anno non ci ritroviamo in Prima Divisione, sarebbe ora che si torni in serie B! Dopo anni di latitanza finalmente il calcio nella mia città di origine è tornato in alto, cinque anni fa ci fu l´ennesimo fallimento societario e si ripartì dalla Promozione, poi si sono vinti tre campionati anche se c´è stata una stagione con due squadre cittadine che poi si sono fuse l´anno dopo. Quest´anno dovevamo disputare la serie D, poi con la rivoluzione in Lega Pro siamo riusciti a tornare in Seconda Divisione e puntiamo in alto, finalmente abbiamo una dirigenza ben consolidata. Ma i rossoblù li seguo sempre, sono sempre rimasto legato alla città ed alla tifoseria.
Una figlia nata da noi ed un legame mai scisso. L´ultima volta che venni fu quando mio figlio maggiore Marco, che è cresciuto nelle giovanili rossoblù quando allenavo la Primavera, militava nella Nocerina, quindi una decina di anni fa. Che bei ricordi, lo stadio ampliato, il lungomare, i tifosi che mi festeggiarono, avrei tanta voglia di tornare a rivivere i tempi di una volta. Federica, oggi mamma di due bei bambini, è nata da voi, quindi un po´ di tarantinità la sento eccome.
Latina che ha un signor allenatore come Sanderra. A Taranto ve l´avrei consigliato, è molto preparato e valido. Ma anche il mio amico Mario Somma che allena il Cosenza sarebbe stata un´ottima scelta, tempo fa allenavamo gli avvocati qui a Latina e lui era il mio vice, ha fatto tanta gavetta ma è un ragazzo di carattere e secondo me potrà arrivare in alto come tecnico. Sono anche amico di Andrea Chiappini, altro mio concittadino, non sarebbe stato neanche lui male per la piazza tarantina, comunque mi auguro che Dionigi sappia fare il suo perché dopo vent´anni è ora di tornare in serie B. Poi a Latina tempo fa allenò Angelo Carrano, grandissima persona, diciamo che c´è un po´ di interscambio in tal senso.
In un calcio pieno di problemi lei si diverte ancora. Non so farne a meno. Avevo avviato anni fa un negozio di abbigliamento al centro ma poi l´ho chiuso, volevo solo stare sul campo ed allenare. Tant´è che anche l´altro mio figlio Lorenzo gioca anche lui, siamo troppo legati al pallone. La mia zona è patria di grossi calciatori oltretutto, vedi Roberto Policano, Roberto Simonetta, Spillo Altobelli che è originario di Sonnino, Andrea Carnevale che è di Monte San Biagio, Franco Turchetta che vinse lo scudetto a Verona diciamo che Latina è sempre stata un crocevia di campioni. Mia moglie Ornella, che è di Monza e la conobbi l´anno che feci in Brianza, non sopporta più che il mio telefonino squilla in continuazione visto che mi occupo di giovani, ho anche dovuto cambiare numero visto che me l´ha gettato nel cassonetto di recente! Ma stiamo insieme da quarant´anni, dispiace che altri compagni con cui ho militato da voi si siano separati.
Nel 1985 nell´intervallo del derby col Casarano smise di giocare. Ero tornato solo per il Tom, perché mi voleva assolutamente e per me lui era e rimane il mio maestro. Poi capii che non avevo più voglia di proseguire ed iniziai ad allenare i giovani, lanciai Gilberto D´Ignazio in prima squadra a soli diciotto anni ed è anche arrivato in serie A col Vicenza oltre a Tommaso Pernisco e Michele Cazzarò. Nel 1987 però mi scadette il contratto e non fu rinnovato, tornai a Latina a malincuore ma mi resi conto che la società non voleva più proseguire il rapporto e finì lì.
Quando fu ceduto nel 1980 all´Atalanta ebbe come compagno di squadra Giovanni Vavassori, come lo vedrebbe al Taranto? Sicuramente era già allora un ottimo centrocampista con idee da allenatore e non sarebbe stata una cattiva scelta, anzi, credo che un duro come lui farebbe comodo a qualunque squadra. Ma andare a Bergamo fu una mazzata, dopo cinque anni splendidi, tant´è che soffrimmo tantissimo io e mia moglie. Ma ironia della sorte quando andai a Catania l´anno dopo mi ritrovai Mazzetti che avevo già avuto da voi, poi il povero Rosati a Pescara, la vita è un insieme di ritorni a quanto pare.
A sessanta anni in genere i calciatori o gli allenatori si avviano alla pensione, lei invece? Non so stare a casa, vivo di campo e ne sono felice. Poi lavoro nella mia città di origine ed è il massimo, ho la famiglia ed i nipotini, sebbene due vivono a La Spezia con Emanuela, la mia figlia maggiore, visto che ha sposato un militare di carriera, quindi non mi posso lamentare. Lavoro sempre tra sede e campi vari, osservo numerosi giovani e poi valutiamo se tesserarli o meno, Latina è come Taranto, ha fame di calcio che conta e non a caso è la seconda città della regione come numero di abitanti dopo Roma e vuole emulare i trionfi della rivale Frosinone che, pur essendo la metà come numero di abitanti ed estensione, da anni milita in serie cadetta. Ma voglio tornare da voi per un giro e per rivedere la Litoranea e gli amici che ho ancora, il vostro mare è unico, prima o poi puoi giurarci che vengo!