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FRANCO PANIZZA: "Con Iacovone eravamo una squadra fortissima"!
29-09-2010 - INTERVISTE STORICHE
Panizza con la bellissima maglia rossoblù ´Umbro´
Due stagioni in rossoblù dal 1977 al 1979 le sue e ricche anche di soddisfazioni. Voluto fortemente dal compianto Tom Rosati dopo un biennio a Catania coinciso con una retrocessione, fu uno dei pilastri del centrocampo dell´epoca che annoverava gente del calibro di Selvaggi, Gori, Fanti e Caputi.
Oggi 62enne, Franco Panizza, mantovano doc e da sempre residente nella città virgiliana, grande amico dello storico massaggiatore Bruno Brindani anch´egli originario del posto, è un pensionato fuori dal giro da un paio di anni ed il campo, parola sua, gli manca eccome.
Allora Panizza, una vita ad alti livelli dal Mantova in A per poi concluderla sempre nella sua città e quindi poche soddisfazioni da allenatore. Ho vissuto gli anni d´oro dei virgiliani ai tempi della massima serie e vi ho militato fino al 1973 quando ci fu la retrocessione in C. Quindi i bienni a Terni e Catania con la A riconquistata in Umbria e nel 1977 venni a Taranto. Conservo ancora ricordi stupendi della città e della gente, venni anche un paio di estati con la famiglia in una villetta a Lama, non esiste un mare migliore del vostro a mio avviso. Ricordo che proprio a Taranto comprai anche il primo televisore a colori e che andavo spesso a mare sulla Litoranea, un posto bellissimo.
Oggi è un allenatore fuori dal giro. Ho allenato nel Mantova con le vecchie dirigenze come responsabile dei giovani ed ho fatto da secondo a Boninsegna, mio concittadino oltretutto, con cui poi ebbi dei problemi di rapporti umani durante il periodo in cui lavoravamo insieme. Poi sono stato a Suzzara ed in alcune zone del ferrarese e del veronese sempre in Eccellenza e Promozione, quindi avendo appurato certe cose che anche in quelle categorie non mi vanno assolutamente a genio ho preferito lasciare e dedicarmi ad altro. Ormai questo è un ambiente depresso in tutte le situazioni, non esiste più serietà da nessuna parte, ti ricattano anche nei dilettanti se non fai giocare Tizio a vantaggio di Caio ed i presidenti ci mettono troppo il naso nelle questioni tecniche, a me questo non va assolutamente a genio.
Mantova che ora è nuovamente nei dilettanti come lo è stata Taranto negli anni Novanta. Purtroppo la crisi economica ha colpito molto anche la Lombardia, non ci sbagliamo. Anche qui a Mantova i problemi ci sono eccome, Lori non aveva più voglia di investire nel calcio ed ha anche avuto problemi a saldare gli stipendi ai suoi dipendenti. I costi sono ormai elevatissimi, i campionati hanno delle spese esorbitanti di gestione, anche in Eccellenza le società spendono cifre come cinque-seicentomila euro al mese tra ingaggi e quant´altro, normale che poi arrivi allo sfascio come è successo quest´estate.
Taranto che finalmente ha una dirigenza ambiziosa. Mi sembra logico, stiamo parlando di una città quattro volte più estesa di Mantova. Ed il cui potenziale è sicuramente molto esteso ed importante, poi il pubblico non lo scopro di certo io, merita molto di più della Lega Pro. Se il povero Iacovone fosse stato ancora tra noi saremmo arrivati in A nel 1978, eravamo fortissimi, poi purtroppo il fattaccio spezzò il sogno. Qui nella mia città Erasmo è ancora ricordato con affetto enorme, fece tre anni meravigliosi. La cosa che poi non capisco è come mai il basket femminile vince gli scudetti ed il calcio stenta, sarebbe ora che si torni in B, lo dico da ex e da uomo di calcio da una vita.
Le manca il campo? Molto, perché sono un allenatore iscritto all´albo per poter allenare fino alla Lega Pro e non voglio vivere solo di pensione. Anni fa mi separai da mia moglie ed ora ho una compagna con cui vivo assieme e non nego che ho enorme voglia di tornare sul campo a stare coi giovani. Vado spesso a vedere partite di categorie dilettantistiche, sono quelle che prediligo perché è calcio genuino e passionale rispetto a quello professionistico in cui invece girano troppe chiacchiere e poca sostanza. Ma ho anche tanta speranza di tornare sul campo a lavorare, non so farne a meno, ma se non trovo una dirigenza seria e coerente non vado da nessuna parte, ho ormai acquisito esperienza in merito e quindi gradirei di poter avere a che fare con persone ragionevoli. Cosa difficile visti i tempi odierni, comunque sono fiducioso.
Un amico vero è Bruno Brindani. Grandissima persona col quale mi lega una amicizia quarantennale. Oggi ha uno studio professionale qui in città, si era sposato con una tarantina oltretutto da cui aveva avuto due figli ma alcuni anni fa si sono separati anche loro, questo dispiace molto perché Bruno fece a Taranto ben sette stagioni di fila come massaggiatore. Suo padre Aldo, oggi ottantenne, fu per anni massaggiatore del Mantova in cui militavo e ricordo il figlio giovanissimo che voleva seguirne le orme. Ma un amico vero era anche Iacovone, un ragazzo d´oro in tutti i sensi, sebbene spendo due parole anche per Fernando Viola, con cui militai nella squadra della mia città, che purtroppo dieci anni addietro morì in un incidente di moto a Roma dove si era stabilito. E´proprio vero che il destino riserva sempre sorprese amarissime ai migliori amici, così è stato purtroppo per entrambi.
Conosce Brucato? Personalmente no, anche se quando allenava a Mantova era in realtà il prestanome di Benevelli, l´ex portiere di Foggia, Atalanta, Parma, Padova ed anche dei biancorossi virgiliani. L´ho visto alcune volte dirigere delle sedute di allenamento, ma non posso esprimermi più di tanto perché non ho approfondito bene le cose, oltretutto non andavo quasi più da anni a vedere le partite di campionato al Martelli. Non ha grande popolarità come allenatore, qui da noi non è ricordato in modo eclatante da quanto ho appurato, comunque spero che ce la faccia a centrare l´obiettivo della promozione. I tifosi biancorossi sono un po´ particolari, loro ricordano solo gli allenatori che hanno vinto ed entusiasmato, ad esempio Di Carlo ci ha dato due promozioni di fila e sfiorato la A, beh, posso dirvi che non lo ricordano con grande affetto come avrebbe invece meritato. Per i mantovani l´unico allenatore da ricordare in eterno è sempre Gustavo Giagnoni, per il resto invece si tende a sorvolare.
Panizza, sarà la volta buona questa per i rossoblù? Lo spero di cuore, la città merita la serie B a tutti i costi. Era ai miei tempi una categoria stretta per i tifosi, figuriamoci ora che si è da anni in Lega Pro. Se la società sa organizzare bene tutto e progettare le cose al punto giusto ogni traguardo è possibile. Non so se Brucato sia la scelta migliore, ripeto, non lo conosco più di tanto e quindi non posso esprimermi in merito. Di certo leggo di un organico forte e ben collaudato, a giugno speriamo di fare festa, magari vengo a fare un giro visto che manco da una trentina d´anni.