23 Febbraio 2012
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GIUSEPPE CARAMANNO: "Ho allenato io l´ultimo Taranto della B"!

14-01-2011 - INTERVISTE STORICHE
Calcio champagne con mister Caramanno
A Taranto transitò per un breve periodo, dal dicembre 1992 al giugno 1993, epoca nerissima che poi comportò la radiazione dai campionati professionistici ma il suo calcio era pregevole e raffinato e molti ancora oggi lo riconoscono dopo tanti anni.

Settantuno anni all´anagrafe, siciliano di Piana degli Albanesi, Giuseppe Caramanno oggi è un pensionato che fa il nonno a tempo pieno dei suoi nipoti e spara a zero sul calcio odierno.

Caramanno, la Puglia è parte della sua vita, tre stagioni da calciatore a Martina, una B conquistata a Foggia e poi la parentesi jonica.
Sono un uomo del sud ed ho grande passione per questa terra, anche se purtroppo sono state parentesi anche complesse sotto tanti aspetti. A Foggia vincemmo il campionato nella mia terra a Trapani contro il Palermo ma non festeggiai la promozione perché Casillo aveva deciso di non confermarmi per la stagione successiva optando per Zeman e gli strappai un contratto biennale da duecento milioni perché io sono sempre stato un uomo vero e non amo le incoerenze. A Taranto venni con entusiasmo, ero reduce da una parentesi difficile a Vicenza in C1 dove fui esonerato e speravo di salvare la squadra, vincemmo la prima contro il Padova con la rete di Pullo che poi si fece male e quindi pareggiammo a Monza, ma la crisi societaria non lasciava spazio a grosse speranze e malgrado due vittorie nelle ultime due partite retrocedemmo. Non dimenticherò mai però che quando vincemmo l´ultima a Cesena, il tecnico dei romagnoli Azeglio Vicini mi abbracciò e mi fece i complimenti sinceri per come giocava bene il mio Taranto, rimane un peccato non aver centrato una permanenza che era ampiamente alla portata.

Oggi è fuori dal giro.
Per scelta personale e non me ne pento assolutamente. Non mi trovavo più in questo calcio già all´epoca, troppe cose poco chiare, procuratori, telefonini, società ostaggio di Tizi e Cai di turno, allenatori sotto chiave da parte dei presidenti, non è assolutamente il mio mondo. Ho avuto a che fare con Casillo che già all´epoca era un padre padrone, mi aveva messo sotto pressione perché non voleva confermarmi ed allora ancor prima che finisse il campionato gli dissi chiaro e tondo che non sarei rimasto io perché la dignità non ha prezzo. Il signor Moggi poi ha rovinato ancor di più ogni aspetto, è lui che ha avuto il potere in mano prima che scoppiasse calciopoli ma credo che comunque ancora oggi ci siano sempre poteri forti dal nord.

Calcio che ha visto società radiate a dismisura.
Il discorso è logico. Se io ho due lire e ne spendo otto è normale che finisco in rosso no? Queste sono le risultanti del calcio attuale, basti vedere quante società anche al nord sono sparite e ne spariranno ancora tante altre. Ma anche il Messina ad esempio, uscito Franza è sparito anch´esso, voglio vedere quanto dureranno ad esempio Pulvirenti a Catania e Zamparini a Palermo, niente dura in eterno, mettetevelo in testa. Ormai solo le televisioni comandano e pagano, io stesso non seguo neanche quasi più niente, mi limito all´aspetto tecnico e basta.

Il suo Taranto giocava molto bene.
Purtroppo stando da mesi senza stipendi i problemi si accentuarono enormemente e questo non fu bello. Ma d´altronde il calcio è un lavoro e quando si lavora si deve giustamente anche essere retribuiti, si ha famiglia e si deve anche pensare ai figli. Furono in molti a riconoscere che i miei rossoblù esprimevano ottimo gioco, ricordo che nel derby di Lecce potevamo chiudere il primo tempo con almeno quattro reti di scarto ed invece ne facemmo uno solo con Bertuccelli, poi loro pareggiarono su rigore dubbio ma lo stesso Bolchi, tecnico salentino, mi disse a fine partita che non meritavamo assolutamente di lottare per non retrocedere. Anche Vicini, un maestro di calcio e di vita, mi disse altrettanto, ma posso garantire che le mie squadre hanno sempre destato ottime impressioni ovunque sono andate. Ho sempre concepito la cultura del lavoro e della serietà, ma purtroppo e lo dico ancora oggi con molta amarezza, non avevo alle spalle una dirigenza seria per poter completarlo a dovere.

In Puglia è tornato Casillo a Foggia ed a Taranto si stenta ancora.
Di Casillo non voglio più parlare, sarà un ottimo presidente ed ha anche ottenuto eccellenti risultati con Zeman, ma sul lato umano mi ha enormemente deluso. A Taranto la Prima Divisione è ovviamente, come a Foggia, una autentica bestemmia, non scherziamo per favore!Queste sono due città che hanno conosciuto altri palcoscenici di livello, è incredibile che ancora stentino in questa categoria, ma del resto senza programmazione si fa ben poco. Guardate la Nocerina, dopo anni di stenti ha saputo progettare ed ora è in testa alla classifica grazie anche all´ottimo lavoro di Auteri, oppure l´Atletico Roma ed il Benevento, quando si lavora cooperativamente parlando tutti uniti ecco che si arriva ad ottimi risvolti.

Secondo lei il calcio è in mano agli ultrà?
Difficile dirlo con chiarezza, di certo i tifosi hanno la loro fetta di importanza nei rapporti con le società. Capello non è uno sprovveduto, ha esperienza e quindi se l´ha dichiarato apertamente vuol dire che sapeva quello che diceva. Io personalmente ho sempre avuto ottimi rapporti con tutti ovunque sono stato, non ho mai avuto problemi coi tifosi, anzi, quando torno a Caserta o Catania o Palermo sono sempre applauditissimo da parte di tutti, da voi non sono più tornato, ma di certo hanno ancora bei ricordi del mio lavoro.

Le manca il campo?
Personalmente no. Ormai ho settant´anni, ho vissuto il mio tempo, le cose cambiano. Sto bene qui a casa mia vicino al mare dalle parti di Palermo con mia moglie, i miei figli e nipoti, preferisco fare il pensionato, non ci sono i presupposti per parlare più di calcio, questo è un mondo malato cronico.

Fonte: GUGLIELMO DE FEIS

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scritto da giorgino il 27-12-2011
pultroppo č cosi
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scritto da fanatico_tarantino il 30-11-2011
fanatico_tarantino
commento: Il tifoso Juventino, interista e milanista č apolide,[...]

Quando parlavano cosė di...

scritto da Antonio il 08-08-2011
....Selvaggi, mi ricordavano tanto il grande Omar Sivori, al quale mai si sarebbero permessi di[...]

mister cazzaniga

scritto da tony il 19-07-2011
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