20 Maggio 2012
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JACOMUZZI: "Meglio essere un uomo che rimanere in serie B"!

15-11-1977 - 1977/78 - Serie B
Jacomuzzi ai tempi del Taranto
Una storia dai risvolti forti quella tra Jacomuzzi ed il Taranto. Restìo a venire (dalla Ternana), recalcitrante ad andarsene (in Piemonte). Tre anni bellissimi in riva allo Jonio in compagnia della dolce Carla che all´epoca curava una seguitissima rubrica sul glorioso mensile ´Alè Taranto´. Fece scalpore questa intervista postuma al suo addio realizzata dalla moglie al marito, espressioni forti di chi si sentì tradito da ciò che più amava e che ama ancora. Laddove traspare una velata dose di rancore emerge invece un profondo legame d´amore che sopravvive ancora oggi (leggi l´intervista del 2010 a Carlo cliccando qui

INTERVISTA DI GIANNA JACOMUZZI AL MARITO CARLO (novembre ´77)

Scusatemi. La colpa è di Rino Dibattista. Pensavo che la mia ´carriera giornalistica´ fosse finita, mi è stato invece imposto, a spese vostre, di continuare a collaborare. E questa è la mia prima intervista. Il mio interlocutore per me non ha segreti e smania dalla voglia di ribattere le gravi accuse che ha letto sull´ultimo Alè.

Eccoci qui ad Arona, sul lago Maggiore, il posto è splendido. Rimpiangi il mare di Taranto?
Si moltissimo, il sole, il mare, gli amici che ho lasciato.

E la città? Si dice che hai sempre parlato di una città che Cambronne avrebbe amato?
No, non è assolutamente vero. Forse tu hai sollevato un po´ di casino, perché per te nessuna città vale Genova, ma forse lo hai fatto perché ti hanno dato troppa importanza. Eri anche un bersaglio facile con la tua voglia sfrenata di verità e perfezione. Io a Taranto sono sempre stato bene. Sono un professionista e non mi sognerei mai di criticare una città che mi ha dato da vivere per tre anni. A volte si può criticare anche per troppo amore.

Fico ha detto che sei un piantagrane, un camorrista ...
A Fico sono andato benissimo sino al giorno in cui sono andato a salutarlo, prima di partire per le vacanze. Dopo non so cosa gli sia successo. Ci siamo lasciati da amici con l´assicurazione che sarei rimasto a Taranto. Ora ho perso la stima che avevo per lui. Credevo fosse un puro. Forse è stato consigliato male da qualcuno che vuole la rovina del Taranto.

Quali interessi ha questo qualcuno nel Taranto?
Ha imposto gli uomini suoi, ha guadagnato alle spalle di una società che non si è mai affidata ad un serio D.S.

Sei stato tacciato di massoneria e di dolce vita ...
Casa mia è sempre aperta a tutti e solo per creare un ambiente di amicizia indipendentemente dalle partite e dalle formazioni della domenica.

Perché tu, Romanzini e Spanio siete stati cacciati?
Forse perché lavoravamo solo per il bene del Taranto senza proclamarlo a destra e manca, senza atteggiamenti plateali da giocatori da salotto alla ricerca di virtuosismi.

E i limiti d´età?
Non esistono. Spanio poteva rimanere, avrebbe reso benissimo. Io ho 28 anni, Ivan è stato sostituito da Panizza che ne ha 29.

Ci sono stati problemi finanziari?
Per me no, mi sono sempre accordato. Forse Fico sarebbe stato più onesto dicendo che gli ingaggi miei e di Ivan erano maggiori rispetto agli altri e che non avrebbe più potuto accontentarci. I pettegolezzi li ha inventati per togliersi ogni responsabilità. Non possono esistere polemiche con chi escogita questi mezzucci da portineria.

Cosa manca al Taranto per aspirare a qualcosa di più dei 40 punti?
Manco io! No, non scriverlo altrimenti sai le polemiche ... no. Innanzitutto non esiste un sistema societario che possa farsi valere nei rapporti con la Lega e con le altre società. Manca poi la mentalità a lunga scadenza. Non si può cambiare allenatore ogni anno distruggendo sempre tutto.

Cosa farà il Taranto quest´anno?
Si salverà ... a stento. Non si lasciano a casa per ripicca Spanio e Capra quando poi ci si lamenta di non avere soldi per gli acquisti. Gli ingaggi ... un Catterina cosa fa, gioca per beneficenza? E i tre portieri con uguali possibilità e capacità per fare i titolari?

E il pubblico?
Il pubblico rispecchia il carattere passionale del Sud. E´ meraviglioso e lo dico anche se spesso sono stato criticato.

In verità ti hanno contestato solo l´anno scorso ...
L´anno scorso ho giocato in una posizione nuova, più arretrata, non si dovevano pretendere anche i goals, solo perchè avevo il nove sulla schiena, e poi sono stato fermo tre mesi per il braccio e nessuno si è accorto che ho giocato tre partite con la frattura.

Come va adesso?
Lo sai benissimo. Va male. A giugno dovrò operarmi. La frattura non si è saldata.

Tre anni fa rifiutavi l´idea di trasferirti a Taranto, adesso hai rifiutato quella di andar via, perchè?
Perchè dalla Ternana prima e dal Taranto poi ho subito due declassamenti. Non ho mai fatto niente per meritarli. Sul campo ho sempre lottato e fuori ho sempre e solo detto la verità e ho cercato di aiutare i compagni, non ho mai leccato nessuno, i ringraziamenti poi si sono visti, ma quello che ferisce di più sono i compagni che ti voltano le spalle pensando solo ai loro guadagni. Sono comunque tutte esperienze di vita.

Non hai paura che prima o poi ti diano il benservito anche qui?
Non credo. Adesso qui a Novara, dove posso dire con certezza che ho un Presidente amico sincero da anni, aspetto. Se mi cederà in serie B bene, altrimenti cercherò di guadagnare sul campo la promozione e di attuare la proposta di Tarantola per il corso di Direttore Sportivo a Coverciano. Io non posso cambiare il mio carattere. Io continuerò a dire sempre quello che penso, cercherò sempre di essere prima di tutto un uomo e non solo un calciatore.

Grazie Carlo. E´ l´uomo che io ho sposato e che potrò continuare a stimare.

Fonte: GIANNA JACOMUZZI - Alè Taranto (novembre Ž77)

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IDEATORE & WEBMASTER: Marcello Dubla - COLLABORATORI: Francesco Dubla, Guglielmo De Feis