20 Maggio 2012
www.tarantohistory.it
le immagini storiche dello sport tarantino

menu di scelta rapida



Contenuti

Annate Sportive
percorso: home > Annate Sportive > LAMBERTO GIORGIS: "Noi, gente di campo e di famiglia ..." !

LAMBERTO GIORGIS: "Noi, gente di campo e di famiglia ..." !

22-11-2010 12:58 - INTERVISTE STORICHE
Lamberto Giorgis
Il suo era un calcio di passione e sentimenti, lontanissimo parente dell´attuale. A Taranto visse nove anni di fila, dal 1952 al 1961, epoche preistoriche in tutto in cui non esistevano tutele sanitarie, associazioni, sindacati, televisioni, parabole, satelliti e telefonini, bensì il sano gusto del pallone vero e proprio.

Oggi 78enne, trapiantato da cinquanta a Modena sebbene è originario di Città di Castello e coniugato con una tarantina, Lamberto Giorgis è sempre arzillo e nitido nel ricordare i tempi che furono, con numerose bacchettate al calcio odierno, figlio a suo dire di troppe chiacchiere e poca sostanza.

Giorgis, Taranto è parte della sua vita.
Non solo parte della mia vita, diciamo che è la mia seconda città dopo Città di Castello! E´vero che vivo a Modena da una vita, ma ho moglie tarantina ed una figlia natami da voi, ho ancora parenti ed amici e mi sento uno di loro. Venni nel 1951, avevo 19 anni e vissi nove anni stupendi al fianco di compagni ed amici veri come il compianto Rocco D´Amore che secondo me era un ottimo mediano ed avrebbe meritato miglior sorte anche se poi è stato un eccellente notaio oltre che una persona eccezionale sul lato umano, quindi Tony Giammarinaro ed il povero Nicola Chiricallo, altro caro amico cui ero legatissimo. Erano tempi duri, si era usciti da pochi anni dalla seconda guerra mondiale, si guadagnavano cifre secondo me giuste, io prendevo 45mila lire al mese ed all´epoca erano tantissimi, oltretutto si giocava al calcio anche per mantenere la famiglia mica per sperperare i soldi in modo ridicolo come avviene oggi. Vissi l´amara retrocessione di Roma contro Monza e Venezia, perdemmo contro i lagunari in modo sfortunato e pareggiammo coi brianzoli negli spareggi del Flaminio, purtroppo fummo sfortunati, quindi feci l´anno dopo in C ed andai al Modena in Adove poi mi sono stabilito a vivere definitivamente.

Un calcio di una dimensione onesta il suo.
Non ci sono paragoni, noi eravamo gente di campo e famiglia. Eravamo abituati ad una vita rigida e pignola, sia sul lato professionale che personale, non esistevano distrazioni o chiacchiere, si lavorava sul campo e si pensava a crescere i figli, oggi invece si punta ai premi per la coppa dell´Amicizia e del Gelato, agli ingaggi triplicati per i trofei vinti, una cosa assolutamente ridicola! Sono onesto in quello che dico, io mi sono disamorato da anni, ho lavorato nei settori giovanili qui vicino Modena ma poi ho deciso di chiudere, ho un´età e quando hai a che fare con gente che non ragiona non puoi fare altro che dire arrivederci e grazie.

Tanti anni in panchina ed in Puglia una B sfiorata a Casarano l´anno del cav. Pignatelli.
Ricordo che tornai a Taranto anche col Lecce l´anno in cui morì il povero Iacovone che conoscevo molto bene e ricevetti applausi sinceri da tutto lo stadio e lo stesso accadde anche col Casarano. Rimasi commosso perché a distanza di anni ero ancora ben stimato dai tifosi e questo mi fece enorme piacere. Ma ogni volta che venivo da avversario ero sempre salutato con affetto, del resto sono sempre un tifoso del Taranto, scherziamo? Contesi la B coi salentini quell´anno, ricordo che alla fine i rossoblù ce la fecero a fatica, ma sono molto contento che finalmente ci sia una società all´altezza, è ora di tornare in cadetteria.

Tra i suoi presidenti un certo Romeo Anconetani.
Un personaggio che ricordo con affetto sincero perché era un competente come pochi di calcio. Molti lo dipingevano come un tipo intrattabile, invece sapeva il fatto suo ed aveva creato il Pisa come modello societario ben strutturato in tutti i modi. Gli devo a distanza di oltre vent´anni ancora tantissimo, mi affidò la prima squadra perché c´era un allenatore privo di patentino e non riuscimmo ad evitare la retrocessione, ma poi mi assegnò il compito di curare il settore giovanile. Povero Presidente, lo fecero fuori falsi amici e pagò col fallimento societario, ma io ancora oggi lo rimpiango molto, servirebbe uno come lui a questo ambiente malato cronico.

Giorgis, secondo lei Taranto tornerà in alto?
Ma bestemmiamo forse? Stiamo parlando di una città che ha grossissime potenzialità e che occupa un posto assolutamente non alla sua altezza. Noi qui abbiamo l´esempio del Sassuolo che in B non porta nemmeno duemila persone a partita eppure si è ben stabilizzato, mentre il Modena stenta enormemente sebbene abbia un pubblico molto passionale come quello rossoblù. Taranto ha una signora storia, è una bellissima città, ha un blasone calcistico che non è secondo a nessuno, non diciamo fesserie per favore. Lecce e Bari hanno saputo programmare ed hanno ottime potenzialità, quello che serve è saper progettare ogni minimo dettaglio.

In un calcio di falsità, quel suo Taranto era composto da amici veri.
Su tutti il compianto Nicola Chiricallo. Ricordo che una volta ci fecero allenare alle discariche e lui aveva appena vissuto il lutto del fratello e non venne, allora decidemmo tutti di comune accordo di
disertare la seduta per stargli vicino, l´allenatore Renzo Magli volle metterci in punizione ma ci opponemmo, non potevamo lasciare solo un amico in quel momento difficile a livello personale. Purtroppo anni fa un infarto ce l´ha portato via, ma era una persona perbene in tutti i sensi, so che il figlio Marcello sta cercando di fare strada come allenatore, ricordo che lo vidi nascere e crescere, sicuramente ha le qualità umane e professionali che aveva suo padre. Ma spendo due parole anche per Tony Giammarinaro, un altro pezzo di pane come uomo e calciatore, purtroppo al giorno d´oggi questi valori sono scomparsi del tutto. E non dimentico il caro Rocco D´Amore, ragazzo d´oro come pochi sul lato umano, quando ho saputo della sua scomparsa sono rimasto di sasso, eravamo molto amici ed uniti anche fuori dal campo.


Discorsi veri ma inutili, è un mondo cambiato in toto.
Non mi diverto più da una vita, ormai è tutto inquinato. Partite combinate, scommesse clandestine, doping medico ed amministrativo, tessere del tifoso, trasferte interdette, tradimenti sentimentali, rapporti sessuali con squillo e veline, sembra di stare dentro ad una centrifuga! Ai miei tempi cose del genere erano assolutamente impensabili, non esistevano telefonini, oltretutto lo odio fortemente, internet, parabole, satelliti, tv a pagamento, era tutto più romantico, rimpiango ancora molto quei tempi genuini e fragranti. Poi aggiungiamo anche gli ingaggi miliardari e le società fallite in estate ed il quadro è completo.

Gli stadi vuoti?
Normale, i prezzi sono altissimi, la crisi si sente molto anche qui in Emilia e poi aggiungiamo anche che ormai col passare del tempo finisce anche la passione.

Fonte: GUGLIELMO DE FEIS - Taranto History

www.tarantohistory.it
IDEATORE & WEBMASTER: Marcello Dubla - COLLABORATORI: Francesco Dubla, Guglielmo De Feis