Come predisse Costagliola, Benetti finì in azzurro
La sua carriera non necessita di presentazioni. Due mondiali ed un europeo con la nazionale, una vita spesa tra le tre grandi metropoli italiane oltre ad una parentesi a Genova, sponda blucerchiata a fine anni Sessanta ma soprattutto due anni in rossoblù dal 1965 al 1967.
A volerlo fortemente fu il compianto Nardino Costagliola tra le critiche feroci di molti altri ed alla fine fu proprio il "Gatto" ad avere ragione sul suo conto che avrebbe previsto poi per lui un futuro luminoso anche in azzurro, evento puntualmente avveratosi con la parentesi in questione durata ben otto anni di fila.
Sessantacinque anni da ottobre, Romeo Benetti, veneto trapiantato da oltre quaranta in Liguria vicino Chiavari, ricopre tuttora il doppio ruolo di docente a Coverciano nei Master per allenatori e di commentatore televisivo.
Benetti, a vent´anni l´approdo a Taranto. Ero militare, fui ceduto dal Siena perché ero stato designato proprio a Taranto per il servizio di leva e vissi due anni splendidi. Mi volle Costagliola, purtroppo deceduto due anni fa, che credeva molto in me, gli devo ancora oggi tantissimo, è stato un maestro di vita. Erano i tempi dell´allora serie C unificata e del compianto presidente Di Maggio, altro personaggio di grandi qualità umane e dirigenziali, forse poco capito dalla città per il suo carattere schietto ed a volte irrequieto ma posso garantirvi che è stato uno dei migliori dirigenti con cui ho avuto a che fare in oltre cinquant´anni di calcio. Fui poi ceduto al Palermo e quindi passai alla Sampdoria decidendo di stabilirmi lì vicino dove vivo tuttora.
Scudetti e trionfi poi con Milan, Juventus e Roma. Ho ricordi stupendi di tutte e tre queste grandi società. Sono stato compagno di squadra di gente come Trapattoni che poi ritrovai come tecnico in bianconero, quindi Tato Sabadini che ha allenato anche a Taranto anni addietro, Anquilletti, Schnellinger, Prati, Sormani, Rivera, Capello, Spinosi, Zoff, Pruzzo, Bruno Conti, insomma parlo di gente umanamente eccezionale prima che grandissima sul campo. Nella capitale smisi ed iniziai ad allenare nelle giovanili, ho svezzato gente come Giannini, Tovalieri, Desideri, Lucci e Gregori. Poi dopo una parentesi in C1 alla Cavese mi sono dedicato ad altro, la panchina non faceva per me. Ho preferito ricoprire incarichi federali e dedicarmi ad allevare canarini qui a Chiavari oltre a fare il commentatore in varie televisioni.
Anni fa parlò che i campionati attuali sono giusti come strutturazione. Lo confermo ancora oggi. Sono dell´idea che tutti debbono avere il loro spazio, quindi non capisco perché si debba polemizzare sulla serie A a venti squadre, io credo che invece sia il format giusto. Si tratta di necessità contingenti, è inutile fare giri di parole, è giusto che si giochi tanto, visto che gli ingaggi sono incrementati enormemente negli ultimi anni. Si guadagna tanto e quindi è logico disputare 38 giornate di campionato in A e 42 in B. Anche in Lega Pro è giusto introdurre play/off e play/out, ne guadagnano lo spettacolo e la passione.
Però l´estate attuale ha visto tante società gloriose fallire. Se per qualcuno due più due fa otto peggio per lui! Evidentemente c´è chi fa male i conti e poi paga dazio! Se invece i bilanci si tengono in regola questo non succede, è sempre la solita storia, si vuole fare tanto senza avere alcuna possibilità, se io ho uno e voglio spendere cento è normale che poi ci rimetto, no?
Taranto finalmente ha progetti ambiziosi. Direi che è una cosa normalissima. Stiamo parlando di una città dalle grandi potenzialità del resto, mica di un paesino. Io venni ai tempi del vecchio Mazzola, poi passammo al Salinella, ricordo il pubblico sempre vicino alla squadra, il tifo incessante. Questa è una realtà da serie A, non giriamoci attorno, evidentemente quello che è mancato in questi anni è stato il non saper progettare a dovere, discorso che mi sembra alquanto normale. Io ricordo perfettamente che Di Maggio ci metteva impegno, passione, volontà, certo erano epoche diverse dalle attuali però è anche vero che faceva tutto da solo e di certo non era una cosa facile.
Come giudica Brucato? Non lo conosco bene ad onor del vero, anche se so che al Supercorso a Coverciano era uno dei più preparati. Posso garantirlo perché sono da anni impegnato in questo settore e visiono numerosi aspiranti allenatori, ho semplicemente constatato che è stato un ottimo allievo e che comunque studiava approfonditamente ogni aspetto. Ma di tecnici ex del Taranto ne ho visti parecchi a Firenze, ricordo anche Toma, lo stesso Sabadini, quindi Cari, tutta gente molto preparata e che aveva voglia di conseguire il patentino. Conseguire il titolo di tecnico è come quando si studia all´Università per ottenere la laurea, è sempre un grosso traguardo e quindi per arrivarci si devono percorrere molte strade tortuose.
Allora lo vede un tecnico in grado di riportare in B i rossoblù? Secondo me gli allenatori vanno ben valutati e non oppressi e messi sotto accusa al primo errore. Questo è un punto molto delicato e che va rivisto attentamente. Ho avuto a che fare da calciatore con maestri come il Paròn Rocco, Trapattoni e Liedholm, grandissimi competenti di calcio come pochi oltre che grandissimi signori sul lato umano, parlo quindi con cognizione di causa. Anche loro agli inizi di carriera ebbero qualche problema, normale per un allenatore come per qualsiasi lavoratore, quello che manca nel nostro paese è la tolleranza.
Discorso logico, ma ormai gli esoneri sono una consuetudine risaputa. Tutti vogliono il loro spazio, questo è ovvio. Ma è anche vero che poi non tutti trovano posto per lavorare e ci sono tanti allenatori disoccupati. Non ho quasi mai avuto a che fare in carriera con esoneri di allenatori quando ero calciatore, i tempi oggi sono cambiati in peggio, ma secondo me è giusto che Brucato lo lasciate lavorare serenamente. Taranto lo so bene che è una città affamata di successi, lo era anche ai miei tempi. Ma per vincere si deve giocare sul campo e darsi da fare con impegno, quindi è inutile dare sempre addosso agli allenatori, mi sembra che le partite le giochino poi i calciatori, no? Io preparo da anni gli aspiranti tecnici, so quello che dico, quindi se volete un consiglio date fiducia all´allenatore attuale, sono sicuro che i risultati arriveranno.
commenti
Video Casertana-Taranto
video casertana-taranto