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STEFANO DRADI: "A Taranto ho lasciato veri amici"!
14-02-2011 - INTERVISTE STORICHE
Stefano Dradi con la maglia rossoblù
Stefano Dradi oggi
Stefano in mezzo a Zelico Petrovic ed Erasmo Iacovone
Ancora oggi è un difensore arcigno ma nelle aule di Tribunale nelle vesti di legale. A quasi sessant´anni infatti è un avvocato di grido a Misano Adriatico con uno studio ben avviato da anni, una passione, quella per codici e pandette, assunta sin da quando era calciatore e ben collaudata negli anni.
Sei anni in rossoblù dal 1975 al 1981 hanno contornato la carriera di Stefano Dradi, stopper vecchio stampo e dai piedi buoni che ancora oggi, malgrado stia ad ottocento km di distanza, ricorda con affetto.
Stefano, Taranto è stata la tua vita professionale. Una città ed una tifoseria unica che ancora oggi ricordo con affetto sincero. Oltretutto alcuni anni fa tornai con mia moglie ed i miei figli, entrambi adottati perché non ne ho avuti in verità, per fargliela vedere ed entrai allo stadio, fu una emozione stupenda Poi andai a Matera e mi incontrai per caso con Franco Selvaggi, ci riabbracciammo affettuosamente dopo tanto tempo e pranzammo assieme con le rispettive famiglie. Oggi sono avvocato, lavoro molto qui a Misano ed ho anche ricoperto la carica di primo cittadino visto che ho sempre seguito attentamente anche la politica, però il calcio lo seguo sempre con interesse.
Antonio D´Angelo, un amico vero purtroppo scomparso prematuramente. Abitavamo a via Lombardia sullo stesso pianerottolo, quindi stiamo parlando di un amico vero e di una persona eccezionale. Quando morì ricordo che a Rende non voleva andare, poi alla fine accettò e ci fu il tragico schianto a Sibari, al funerale poi la moglie urlò contro Seghedoni che ne aveva ordinato la cessione ma il mister, già provato dalla perdita di una figlia sempre per colpa della strada oltretutto, non venne perché non se la sentiva. Ancora oggi sento la signora ed il figlio, vivono a Carbonara di Bari e lei non si è più risposata, Antonio era un fratello e solo a nominarlo mi sento malissimo. Non ce la faccio a parlare di lui, chissà, forse se fosse rimasto sarebbe ancora tra noi.
Un calcio sconquassato da mali di ogni genere. Da uomo di legge sono molto pratico di tutto anche se Calciopoli ha confermato come sono state sentenze politiche e non giuridiche, perché è risaputo che la giurisprudenza non è mai applicata a dovere ma vi sono sempre fattori contingenti, comunque è inutile disquisirne, è un discorso troppo lungo e difficile.
Ti manca il campo? Ho allenato la squadra degli avvocati della mia regione ed affrontai anni fa anche quella di Latina che era allenata da Federico Caputi che aveva come vice Mario Somma. Gioco ancora, sia pure a sprazzi, per diletto, seguo sempre tutto, sono interista oltretutto da sempre e mi informo sul Taranto, è sempre un grande amore.
Taranto che vuol tornare in alto. Non conosco bene la nuova dirigenza, sono fuori dal giro da troppo tempo. Di certo la crisi attuale ha investito tutti, anche qui a Misano ne risentiamo molto, i costi sono elevati e non si può dire nient´altro, sono solo dell´idea che una ripulita completa non sarebbe sbagliata per niente. Anche il Rimini ad esempio qualche anno fa era in serie B, poi è sparito, è un discorso generale che riguarda il mondo intero.
Si parla tanto di doping medico e morti sospette. Anche qui il discorso è complesso. Io ho avuto modo di avere compagno di squadra Bruno Beatrice e posso garantire che in genere ci facevano delle flebo per darci vitamine, di certo la sua scomparsa prematura assieme a quella di tanti altri suoi compagni di squadra della Fiorentina fa riflettere molto, ma non è sicuro dire che siano stati i farmaci a causarne il decesso. Sicuramente Zeman non fece affermazioni folli perché era uscito fuori di testa, non a caso sono usciti casi sospetti a non finire negli ultimi anni, poi che dire, ogni discorso lascia sempre il tempo che trova. Anche negli altri sport ormai il doping ha assunto contorni stratosferici in negativo, basti vedere i casi del ciclismo, però anche qui è una situazione poco chiara da disquisire in due parole.
Carlo Petrini parla di calcio contaminato anche da partite combinate. Posso dire che comunque nel calcio gli accordi si intraprendono sempre e comunque, capita se è necessario. Io non ricordo questo, posso dirlo con certezza, ma la questione scommesse che ci costò la penalizzazione lasciò molti lati oscuri, forse qualche compagno avrà anche puntato dei soldi e combinato partite, ma anche qui non è semplice dirlo così. Personalmente ho sempre giocato lealmente e mai mi sono venduto, sono sempre stato onesto e serio con tutti, poi il resto non saprei spiegarlo bene.
La serie B intanto manca da quasi vent´anni. Questo è grave, perché una città come Taranto non può continuare a stare in questi campionati anonimi. Ma è anche vero che i costi sono enormi e le società falliscono o sono penalizzate per mancati adempimenti, questo è inutile negarlo. Quindi serve una certa progettualità, una certa organizzazione ed oculatezza nelle spese, anche il Cesena che in due anni è arrivato in serie A ha difficoltà economiche e non le ha certo risolte del tutto, questo per dirvi come di questi tempi è impossibile investire come si vuole.
Allora avvocato, ci vediamo in campo per la difesa del calcio. Speriamo che si capisca che di questo passo si rischia seriamente di arrivare nel precipizio. Non vorrei che tra qualche anno succeda questo perché i rischi sono davvero notevoli e non nascondo che rimpiango molto i miei tempi, c´era maggiore genuinità e serietà. Purtroppo però si è rovinato tutto e non si è fatto niente per migliorare le cose, non vorrei che a breve si arrivi allo sfascio completo perché i casi dell´estate scorsa con ventuno società cancellate devono insegnare che dalla Lega Pro in giù i guadagni sono irrisori e con gli ingaggi si deve badare al mantenimento della vita quotidiana. Come avveniva ai tempi nostri del resto, quindi è bene metterselo in testa.
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Video Casertana-Taranto
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