20 Maggio 2012
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TARANTO-PERUGIA: 3-0 * Come all´andata, ci pensa un super Insanguine !

20-02-1990 - 1989/90 - Serie C1
Vittorio Insanguine intervistato a fine gara dal mitico Carlo Di Santo
Che (bei) tempi, i giocatori intervistati mentre si avviano a centrocampo
Uno Iacovone strapieno, sullo sfondo la Curva Sud
Il gol del 3-0 realizzato da Insanguine sotto una tribuna stracolma
Capitan Roselli corre ad abbracciare il superbomber rossoblù
Una punizione calciata da Luca Brunetti, sullo sfondo la Curva Nord lato tribuna
I festanti tifosi rossoblù festeggiano il primato
Nonostante il passivo, non manca il sorriso per l´estremo difensore umbro
2° GIORNATA ritorno - Cosi´ come cinque mesi prima, era il 24 settembre dell´89, e´ il super ariete rossoblu´ Vittorio Insanguine a firmare la vittoria tarantina ai danni di un Perugia impelagato nella lotta per non retrocedere. Se al prestigioso "Curi"´ di Perugia, ove il Taranto scrisse una delle piu´ belle pagine della sua storia sfoderando forse quella che ancora ad oggi si puo´ giudicare una delle piu´ belle gare esterne di sempre, allo Iacovone i rossoblu´ si ripetono senza troppo soffrire grazie ai due gol d´autore del nostro bomber, vera bestia nera per gli umbri, ed un penalty di Coppola per una una vittoria che lancia i rossoblù solitari in vetta alla classifica.

Nei riflessi filmati sono tutte da gustare le interviste effettuate in campo del grande Carlo Di Santo, che pone agli avversari quesiti un pò coloriti e di parte ma offerti sempre con il sorriso sulle labbra tanto è vero che l´interlocutore, sebbene in tensione e spesso rammaricato per l´evolversi della partita (il Taranto era un rullo compressore) rispondeva sempre bonariamente. Ricordi bellissimi di un calcio che non c´è più, purtroppo.

COMMENTO DI GIANNI FABRIZIO (Videolevante)
Dopo diciasette anni il Taranto batte in casa il Perugia e lo rimanda a casa con la regola del 3, tre gol all´andata in terra umbra e tre gol anche questa volta allo Iacovone. Il Taranto sembra un rullo compressore al cospetto del pubblico amico e torna così solo soletto in testa alla classifica del campionato; un Taranto giudizioso e conscio delle proprie possibilità, ha regolato un discreto Perugia con un gol nel primo tempo e due nella ripresa mettendo in mostra la coppia Insanguine-Coppola quale vero duo d´attacco votato al gol e castigamatti delle difese avversarie. Il Perugia gioca un buon calcio e scende a Taranto senza le fatidiche barricate ma il Taranto non guarda in faccia a nessuno e già in partenza presenta il suo biglietto da visita a dimostrazione che vuol fare sua la partita senza troppi tentennamenti e già al tredicesimo Coppola effettua un´acrobatica rovesciata con successiva deviazione di Torroni che impegna il portiere con una bella deviazione in calcio d´angolo. Il Perugia non riesce a superare il centrocampo e solo timidamente cerca la metacampo avversaria, i rossoblù insistono ed al diciottesimo vanno in gol con il bomber Insanguine, azione di Cossaro sulla destra, cross in area ed assist di Coppola per Insanguine, gran botta di prima intenzione e gran gol del numero nove tarantino, sicuramente una perla incastonata a dovere all´incorcio dei pali e per Vitti è impossibile raggiungere il missile lanciato ad una velocità incredibile il pubblico si scalda le mani e fa le prove in attesa di altre segnature. Al ventiquattresimo si vede il Perugia, calcio d´angolo di Valentini e tiro di Catelli fuori di poco, per la restante parte del primo tempo nessuna segnalazione particolare, il Taranto gestisce senza affanni la gara ed il Perugia non si ritrova di fronte i più forti avversari. Il secondo tempo non si discosta molto dal primo, la squadra di Neri sembra più determinata ma Spagnulo non viene mai impegnato seriamente, l´allenatore umbro tenta allora la carta Artistico nella speranza di mettere in soggezione la retroguarda ionica, Calgluna risponde con adeguate contromosse che poi risultano efficaci per l´economia dell´incontro. Al settantatreesimo l´atterramento di Coppola in area ad opera di Nofri, rigore sacrosanto e gol dagli undici metri dello stesso attaccante rossoblù. La contesa non ha più storia, Taranto spavaldo e Perugia in panne e quindi incapace di offendere; i rossoblù ci provano ancora ed al settantasettesimo vanno ancora in gol, Coppola serve Roselli che tenta un pallonetto, la palla colpisce l´incrocio dei pali e sulla ricaduta il più lesto è ancora Insanguine ad infilare la porta avversaria. C´è tempo ancora per De Sola per mancare il quarto gol che sarebbe stato comunque molto pesante per il Perugia che ha cercato di fare l´impossibile in questa partita.

VITTORIO INSANGUINE (a fine gara):
"Abbiamo meritato di vincere, poi è normale, quando si gioca bene è facile per noi attaccanti fare gol, comunque diciamo che il 3-0 è un pò pesante per il Perugia perchè in certi momenti ci ha messo in difficoltà."

(Riflessione scritta il 4 dicembre 2011) - Ma quello che ci preme analizzare, al di là  dell´aspetto tecnico tattico della gara, è il il contorno e l´atmosfera che si respirava in quegli anni intorno al calcio ed in particolare a Taranto, all´epoca isola felice anche rispetto a realtà più grandi. Innanzittutto, cio´che piu´ risalta, e´ l´atmosfera gioiosa che avvolgeva l´evento, con una cittaì  intera che si raccoglieva e si riconosceva all´interno di uno stadio, pochi spazi vuoti, un´impianto grandioso coloratissimo e festante, senza quelle barriere, soprattutto in gradinata, che ancora oggi delimitano la visuale degli spettatori, soprattutto nelle giornate di pioggia e soprattutto di facile accesso.

La gente respirava la gara ed i giocatori avvertivano, spesso usufruendone positivamente, questa vicinanza. Tutto era orgasnizzato in funzione dei tifosi, botteghini aperti sino all´inizio della gara ed anche dopo, per non scoraggiare i ritardatari, in curva, ma non solo, bandiere e striscioni di ogni tipo, persino in tribuna (mai ignifughi e che mai in decenni hanno preso fuoco), ma anche tamburi, trombe e quant´altro, nella stessa ottica di quanto avveniva nei maggiori stadi di tutto il mondo, l´interesse di tutti era quello di favorire l´afflusso della cittadinanza allo stadio non solo per dare sostegno alla squadra ma anche (ma forse soprattutto) per rimpinguare le casse delle società  ed il tifoso veniva rispettato, chi sbagliava pagava, ma solo i responsabili, non si colpiva per ritorsione l´intera tifosera, al contrario di oggi dove per punire poche decine di scalmanati si colpiscono a vanvera migliaia e migliaia di persone, cittadini inermi ed onesti prima che tifosi.

E di oggi la criminalizzazione appunto di tutti i tifosi e la conseguente carcerizzazione degli stadi, con regole insulse, razziste ed oseremmo dire al limite della legalità  (se un giorno mi obbligheranno per legge a guidare solo con le scarpe verdi ed io non lo faro´ non saro´ io il deliquente ma stolto chi mi impone di farlo, senza ogni logica), basta vedere queste immagini e raffrontarle con quelle di oggi per rendersene conto.

Ma non solo, anche televisivamente, non c´erano quegli assurdi divieti che impedivano di regalare ai tifosi quel rapporto di vicinanza con i propri giocatori, qui a Taranto poi siamo stati precursori dei tempi con i bordocampisti (o sarebbe più giusto chiamarli ´dentrocampisti´) che addirittura osavano intervistare i giocatori mentre si avviavano a centrocampo per l´inizio gara od addirittura direttamente in panchina a partita in corso, e meno male che questi servizi ce li siamo conservati e custoditi con affetto e cura altrimenti non potremmo testimoniare l´opera di distruzione del calcio, soprattutto delle serie minori, che il mondo pallonaro ormai in mano solo a burocrati affaristi sta attuando ai danni di se stesso, allontando di fatto i veri protagonisti di questo universo, i tifosi, categoria ormai in via di estinzione ma che ancora cerca di ribellarsi a queste leggi vergognose che non tutelano ne´ gli interessi delle societa´, sempre piu´ in difficolta´  economiche a causa di questa cieca politica che di fatto ha svuotato gli stadi, che degli appassionati, praticamente impossibilitati a seguire la propria squadra se non attraverso un percoso tortuoso e pieno di trappole poste li´ al fine di scoraggiarli ... e molti tifosi infatti sono stati persi, la maggioranza direi, resiste ancora uno zoccolo duro destinato comunque a non avere comunque nessun ricambio generazionale per i motivi poc´anzi esposti.


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IDEATORE & WEBMASTER: Marcello Dubla - COLLABORATORI: Francesco Dubla, Guglielmo De Feis