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TOTOŽ LOPEZ - Un anno solo ... vissuto intensamente!
31-12-2010 11:26 - INTERVISTE STORICHE
Toto´ Lopez oggi
Sul campo era un regista vecchio stampo, uomo di manovra e qualità, un numero dieci dai piedi buoni.
Proprio in rossoblù dovette chiudere la carriera complice un microinfarto a Licata, quindi dopo alcuni anni da direttore sportivo ed osservatore per varie società si è dedicato a tutt´altro ed attualmente ricopre il ruolo di vice direttore del circolo tennis del CONI al Foro Italico a Roma.
Cinquantanove anni il prossimo 17 gennaio, barese trapiantato nella capitale, Antonio Lopez è rimasto il solito uomo schietto e genuino senza peli sulla lingua.
Totò, oggi sei un semplice spettatore... Sono anni che mi sono nauseato di questo ambiente e preferisco restarne ai margini, sono sempre impegnato tutto il giorno al circolo qui a Roma ed ho contatti quotidiani con molti vip dello spettacolo e dello sport. Vado a vedere la Lazio in casa, sono un ex biancoceleste (cinque anni di fila dal 1975 al 1980) e seguo sempre il Bari con affetto, ma con grosso distacco, ormai la passione è tramontata del tutto. Sto bene così, preferisco svolgere una vita tranquilla.
A Taranto una sola stagione. Mi volle il compianto Rosati che poi morì e ritrovai Renna con cui ero stato a Palermo anni prima. Vincemmo il campionato ma io dovetti saltare le ultime partite per via del noto problema cardiaco che ebbi a Licata. Dovetti chiudere a 34 anni col calcio giocato, avrei potuto fare ancora di più, quindi ho lavorato come direttore sportivo ed osservatore oltre che commentatore televisivo in Puglia ed anche nella capitale. Spesso ancora vado in televisione e dico la mia, non amo chiudermi a riccio, quello che penso lo dico sempre e comunque.
Calcio odierno uguale rogne quotidiane. Non ho più passione, né voglia di pensarci. Rispetto ai miei tempi è tutto peggiorato, violenza, stadi insicuri, trasferte vietate, sembra ormai un mondo al collasso. Non mi trovo più da troppo tempo ed allora ecco spiegato il tutto, ho anche vissuto l´epoca delle scommesse proprio alla Lazio con gli arresti di Giordano, Manfredonia, Wilson e Cacciatori, anche allora c´era del marcio ma negli ultimi anni si è tutto sconquassato in modo assurdo e scandaloso. Senza dimenticare che poi vissi anche le scomparse premature di Maestrelli e Re Cecconi, oltretutto il gioielliere che gli sparò per difendersi abita al piano sotto da me e lo incontro ogni giorno. Sono eventi che mi hanno segnato molto, erano due carissime persone cui ero molto legato oltretutto. Trascorro le mie giornate al circolo e sto bene così.
Tre campionati vinti in carriera ed una storica vittoria contro la Juventus a Torino col Bari. Rimane ancora oggi un ricordo bellissimo, vincemmo contro ogni pronostico, visto che eravamo oltretutto in serie C1 e fu un´impresa che ancora oggi è nella storia. Poi al ritorno a Bari riuscimmo a pareggiare proprio allo scadere con un rigore che realizzai e centrammo la qualificazione alla semifinale anche se poi fummo eliminati dal Verona. Coi biancorossi andammo in due anni in serie A, ma andai via per un litigio coi Matarrese ed ancora oggi i rapporti con loro non sono buoni, venni a Taranto su volere di Tom Rosati che avevo avuto a Pescara dieci anni prima ma purtroppo stava male e morì, quindi mi trovai Renna. Tempo fa rividi Daniele Goletti a Viterbo, ma quando passano gli anni perdi facilmente i contatti coi compagni.
Taranto che stenta a risalire. E´un discorso ormai vecchio ed obsoleto. Mi è bastato starci un anno per capire che ambiente è e quindi non mi meraviglio, purtroppo manca organizzazione e senza quella non si ottiene mai nulla. Il calcio è questo, è ormai un mondo collassato, si investono soldi a getto vuoto e poi vedi quante società falliscono o sono indebitate. Mi accorgevo che il presidente Fasano, pur se diede un impulso manageriale alla società, aveva enormi difficoltà a trovare aiuti concreti e doveva fare tutto da solo, tant´è che poi qualche anno dopo decise di farsi da parte, purtroppo è un clichèt che a Taranto si ripete da trenta e passa anni da quanto vedo. Ma anche a Bari per anni la gente non è più andata allo stadio, ora ci sta tornando, però mi domando quanto durerà questo ciclo, al sud fare calcio è diventato impossibile ovunque.
Calciopoli non ha cambiato niente. E di che ti meravigli? Il marcio non è mica finito allora! Ecco perché ne sono felicemente fuori, meglio stare al circolo CONI e stare con gente come Gianni Rivera ed altri personaggi dello spettacolo e dello sport, stressarsi ed avvelenarsi il cervello dietro a certe porcherie non giova proprio a nessuno.
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Video Casertana-Taranto
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